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  • Fabio Artigiani

Vertigine discensionale



Non si sa più dove si è, non si cerca più il calore di se stessi, a volte l'intorno gira vorticoso, a volte gela di distrazione, ci si conficca in un terreno arido e non ci si aspetta più niente eppure non si fa altro che aspettare. Qualcuno gli ha dato un nome: depressione. Perché si ha un senso di vertigine discensionale, verso il basso. È quando gli inferi bramano di essere officina, di forgiare nuovi strumenti, di concedere il barlume delle fiamme ad una vita che vuole trovare nuovi sensi. Ed è proprio lì che nascono densità sconosciute, da una potenza immane che cerca governo, che chiede udienza alle fragilità, che detta nuove linee ad un equilibrio in divenire. Tutto sembra perduto proprio dove le possibilità cercano febbrilmente nuova luce.


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